Nomen Omen: l'importanza del brand, dell'etichetta e del naming

Presenza e vendita digitale all’estero.

In Italia non manca certamente la creatività e neppure la capacità di fare buoni prodotti. Con l’avvento della digitalizzazione quello che é cambiato é il modo di vendere e sebbene in Italia la tradizione nella vendita sia davvero eccezionale, il modello italico fatica a comprendere le logiche delle vendite digitali in particolare se internazionali.

Come si vende digitalmente all’estero?

Il GTMM (go to market model) é il vero punto di domanda ovvero la prima scelta é tra un market place e un e-commerce. L’approccio al mercato estero porta con sé ulteriori problematiche al punto da far nascere professionalità dedicate con il digital export manager. Si tratta di una figura che conosce il modo di ricercare un prodotto in un determinato Paese, la logica della presenza on line delle parole chiave, come gestire l’ADV e molto altro. Molte di queste attività si possono fare in autonomia e questo articolo vuole essere un piccolo compendio in aiuto a chi si trova a scegliere come investire i propri soldi per definire le strategie di vendita all’estero e valutare le possibili opportunità.

Partendo dal presupposto che gli italiani faticano a gestire la comunicazione in termini di processo é comunque necessario prima di tutto capire che qualsiasi cosa si faccia per provare a vendere all’estero, dalla semplice apertura di una pagina di Alibaba, alla realizzazione di campagne ad hoc per promuovere l’e-commerce in Paesi dedicati, i processi dovranno essere presieduti in modo sistematico, perché sono il vero segreto del successo. Scorciatoie da questo punto di vista non ce ne sono.

Gli strumenti del digital export manager alla portata di tutti.

Spesso ci viene domandato quali sono gli elementi importanti per lavorare sulla digital export. La risposta naturalmente non è semplice ma principalmente sono 3 gli elementi di base:

-La Community (network)
-Il Target
-Il GTMM in associazione al modello di business.

La prima cosa quando ci vogliamo approcciare al mercato estero é naturalmente capire che tipo di ricerca viene fatta su Google in quel Paese. Per fare questo poiché i contenuti che Google ci mostra sono personalizzati sulla base della nostra storia digitale, bisogna entrare in Google in basso a destra cercare la voce impostazioni di ricerca e definire l’area geografica per la quale vogliamo effettuare dei test. Una cosa molto semplice ma che

appunto permette di posizionarci nella ricerca come se fossimo nel Paese verso il quale abbiamo deciso di vendere.

GTMM ovvero come scegliere tra market place e e-commerce

La scelta più importante per vendere riguarda come anticipato prima la scelta tra presenza su un market place o su una piattaforma che si occupi di rivendere prodotti del settore che ci riguardano (ce ne moltissimi che spesso non si conoscono) o aprire un e-commerce proprietario.
In questo caso possono essere utili le ricerche con gli operatori booleani che sono utilizzati in matematica per scrivere espressioni logiche che testano se una specifica condizione sia vera o falsa. Nell’ambito dei motori di ricerca abbiamo diverse possibilità ad esempio related: Alibaba.com, oppure site: LinkedIn.com. In questo modo possiamo avere le informazioni attinenti al mercato di quel prodotto e alle piattaforme più vicini alle esigenze.

Se cominciate a comprendere che il lavoro del digital export management non é propriamente una scienza esatta, vi consigliamo anche di prendere appunti per formarvi un’idea rispetto al mercato di riferimento un poco alla volta. Salvate le vostre ricerche in un diario ad esempio su excel, in modo da poter tornare al punto di partenza e capire il percorso che avete fatto per arrivare al modo in cui avete ottenuto un’informazione.

Quando l’AI può essere utile?

Anche chat GPT è un buono strumento che tuttavia fornisce informazioni in forma di chat, per cui è necessario approfondire le domande per trovare esattamente quello che ci interessa. In pratica non stufatevi di fare domande e continuate a tenere traccia delle risposte. Inoltre poiché chat GPT non cita le fonti, per averne di valide consigliamo https://www.perplexity.ai/ o anche lo stesso https://www.bing.com/

Gli strumenti per decidere la strategia.

Abbiamo detto che definire la presenza all’estero a livello digitale significa partire dalle ricerche che il pubblico fa mettendosi nei loro panni. È quindi importante scegliere a chi parlare e come parlare ovvero il tono di voce.
La scelta tra essere presenti con un proprio e-commerce o all’interno di un marketplace é quindi ancor più strategica. All’inizio ha generalmente più senso lavorare con un marketplace che comunque raggiunge direttamente il Target. Amazon tra i tanti è sicuramente il più conosciuto. Anche per Amazon ci sono modi per definire le strategie, ad esempio per capire le serie storiche di vendita consigliamo Amazon scout (https://amzscout.net/). Per capire invece quali parole chiave vengono maggiormente ricercate su Amazon consigliamo https://keywordtool.io/.

Come presiedere il mondo social?

Imprescindibile naturalmente la presenza sul mondo social. A parte il content marketing che é un progetto a sé sul quale vi invitiamo ad approfondire vale la pena di capire quali social presiedere a partire dal target che ci interessa. In alcuni social è fondamentale l’ashtag (TikTok, Instagram e LinkedIn). Per avere qualche suggerimento su quali ashtag usare consigliamo https:// www.tagsfinder.com/.

Da dove viene l’utenza?

È importante anche capire da dove arriva l’utenza e in quale modo. A parte lo standard Sam Rush consigliamo di dare un occhio a similarweb.com che funziona bene in particolare per i siti con grandi accessi e mostra i siti correlati. La SEO, ma anche la reputazione on line, sono gestibili anche con rankingcoach.com. Un sito strategico da questo punto di vista é senz’altro Ubersuggest. Si tratta di un tool SEO realizzato in prima battuta da un italiano e poi gestito da Neil Patel un web marketer. Potete dare un occhio qui: https://neilpatel.com/it/ .

Ricerca organica.

A parte i tool che sono moltissimi per valutare la ricerca organica, se siamo intenzionati a costruire un sito dobbiamo sapere cosa dire, in modo schematico e addirittura didascalico. Più in effetti saremo didascalici più saremo adeguati alla ricerca di google. La ricerca organica offre tanti vantaggi, una volta costruito il contenuto infatti i risultati permangono sulla rete e offrono accessi in modo continuo verso il sito. Inoltre spesso rispetto all’ADS classico gli accessi organici sono più motivati sia all’acquisto che al consiglio. E’ quindi importante offrire contenuti utili e ben ottimizzati a livello SEO.

Per valutare gli intenti di ricerca consigliamo invece answerthepublic.com che di fatto é un buon modo per scegliere di cosa parlare.

Sempre in questa direzione https://www.screamingfrog.co.uk permette di valutare la bontà del sito in termini editoriali, di pertinenza e di utilità.

Infine per valutare la performance tecnica del sito consigliamo siteliner.com che evidenzia in particolare le pagine doppie che danno molto fastidio alla ricerca di google. Per risolvere il problema dei duplicati di pagina in diverse lingue bisogna naturalmente utilizzare l’attributo rel=”alternate” hreflang=”x”

per i diversi Paesi. Questo markup agevola Google nella scelta del linguaggio o dell’URL regionale corretto di una pagina evitando l’errore di contenuto duplicato.

Non possiamo dimenticare in questo breve compendio lo standard di mercato semrush.com che permette di gestire progetti associati al miglioramento della visibilità rispetto a specifiche parole chiave. In realtà le funzionalità dello strumento sono moltissime e vi consigliamo di “smanazzare” un pochino per migliorare la conoscenza dello strumento.